Pronuncia 138/1975

Sentenza

Collegio

composta dai signori: Prof. FRANCESCO PAOLO BONIFACIO, Presidente - Dott. LUIGI OGGIONI - Avv. ANGELO DE MARCO - Avv. ERCOLE ROCCHETTI - Prof. ENZO CAPALOZZA - Prof. VINCENZO MICHELE TRIMARCHI - Prof. VEZIO CRTSAFULLI - Dott. NICOLA REALE - Prof. PAOLO ROSSI - Avv. LEONETTO AMADEI - Dott. GIULIO GIONFRIDA - Prof. EDOARDO VOLTERRA - Prof. GUIDO ASTUTI - Dott. MICHELE ROSSANO, Giudici,

Epigrafe

ha pronunciato la seguente nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 163 bis del codice di procedura civile, promosso con ordinanza emessa il 14 aprile 1973 dal pretore di Lovere nel procedimento civile vertente tra Capoferri Francesco e Capoferri Angela e Irene, iscritta al n. 437 del registro ordinanze 1973 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 35 del 6 febbraio 1974. Udito nella camera di consiglio del 21 marzo 1975 il Giudice relatore Luigi Oggioni.

Dispositivo

per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 163 bis del codice di procedura civile, sollevata con l'ordinanza di cui in epigrafe dal pretore di Lovere, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 4 giugno 1975. FRANCESCO PAOLO BONIFACIO - LUIGI OGGIONI - ANGELO DE MARCO - ERCOLE ROCCHETTI - ENZO CAPALOZZA - VINCENZO MICHELE TRIMARCHI - VEZIO CRISAFULLI - NICOLA REALE - PAOLO ROSSI - LEONETTO AMADEI - GIULIO GIONFRIDA - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO ASTUTI - MICHELE ROSSANO. ARDUINO SALUSTRI - Cancelliere

Relatore: Luigi Oggioni

Data deposito: Wed Jun 11 1975 00:00:00 GMT+0000 (Coordinated Universal Time)

Tipologia: S

Presidente: BONIFACIO

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Massime

SENT. 138/75 A. PROCESSO CIVILE - COMPARIZIONE IN GIUDIZIO - TERMINI - COD. PROC. CIV., ART. 163 BIS - MISURA DEL TERMINE - PERSONE DI CUI E' IGNOTA LA RESIDENZA, IL DOMICILIO O LA DIMORA (ART. 143) - TERMINE PIU' BREVE RISPETTO A QUELLO PREVISTO PER LE PERSONE RESIDENTI ALL'ESTERO (ART. 142) - FONDAMENTO DELLE DUE FATTISPECIE - OBIETTIVA DIVERSITA' DI SITUAZIONI - NON E' VIOLATO IL PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA - ESCLUSIONE DI ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE.

La misura dei termini di notificazione della citazione, di cui all'art. 163 bis c.p.c., in relazione all'art. 143 dello stesso codice, concernente le persone delle quali sono ignoti la residenza, il domicilio o la dimora, prevista in misura piu' ristretta di quella fissata dallo stesso art. 163 bis in relazione all'art. 142 c.p.c., per le persone residenti all'estero, e' espressione dell'esigenza di contemperare il fine dell'istituto della notificazione con quello della certezza degli atti processuali. Detto contemperamento e' perseguito con la previsione di una forma sostitutiva dell'effettiva comunicazione dell'atto, da effettuare in luoghi opportunamente individuati dalla legge, e con la fissazione di termini correlativi ragguagliati alla distanza dei luoghi medesimi. Invece, per quanto riguarda la notificazione alle persone residenti all'estero, la disciplina come sopra disposta ha di mira un sistema che adegui le modalita' di comunicazione dell'atto alla situazione concreta del luogo dove effettivamente si trova la persona da citare, predisponendo, fra l'altro, termini effettivamente commisurati alla distanza. Il legislatore ha pertanto regolato diversamente situazioni non identiche tenendo ragionevolmente conto delle rispettive peculiarita', e deve pertanto escludersi la violazione del principio di eguaglianza, che si verifica solo quando sia riscontrabile una irrazionale differenza di trattamento fra situazioni omogenee.

Parametri costituzionali

SENT. 138/75 B. DIRITTO DI DIFESA - TERMINI - CONGRUITA' - CRITERIO - CONTEMPERAMENTO DI INTERESSI DIVERSI - TERMINI DI PRECLUSIONE O DI DECADENZA - ESTREMA DIFFICOLTA' DI ESERCIZIO - LESIONE DEL DIRITTO - FATTISPECIE - COD. PROC. CIV., ART. 163 BIS - TERMINI PER LA COMPARIZIONE IN GIUDIZIO - DIVERSITA' A SECONDA DELLA DIVERSA SITUAZIONE OBIETTIVA - RAZIONALITA' - NON E' VIOLATO L'ART. 24 DELLA COSTITUZIONE - ESCLUSIONE DI ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE.

La congruita' di un termine deve essere valutata tanto in rapporto all'interesse del soggetto che ha l'onere di compiere un certo atto per salvaguardare i propri diritti quanto in rapporto alla funzione assegnata all'istituto nel sistema dell'intero ordinamento, si' che la lesione del diritto di difesa si ha solo quando l'irrazionalita' del termine di preclusione o di decadenza renda meramente apparente o estremamente difficile la possibilita' del suo esercizio. Nel fissare i termini di notificazione della citazione di cui all'art. 163 bis c.p.c. nelle diverse misure indicate per le persone di cui sono ignoti la residenza, il domicilio o la dimora in giorni trenta, quaranta o sessanta, a seconda della distanza del luogo dell'avvenuta notificazione, e per le persone di cui e' nota la residenza all'estero in giorni novanta o centottanta, il legislatore ha operato una valutazione degli elementi obiettivi in funzione della osservanza di indefettibili esigenze processuali, mentre si deve escludere, in relazione a tali elementi, che la misura fissata sia irrazionale nel senso suddetto. E' pertanto da escludere ogni ulteriore sindacabilita' in questa sede della congruita' del termini in questione, affidata, concorrendone le citate condizioni, al discrezionale apprezzamento del legislatore, ed e' conseguentemente infondata la questione di legittimita' del citato art. 163 bis c.p.c. sollevata in relazione all'art. 24 Cost..

Parametri costituzionali